Le mani stringono forte il volante, auto più o meno veloci sfrecciano lasciando dietro di loro una scia di acqua mista a fango che schizza dappertutto. Guardo la strada, rallento e mi fermo al semaforo. La lunga fila di macchine ferme è come il serpentone che forma l’ingorgo dei miei pensieri. Non c’è tempo per tornare indietro: i miei pensieri si fermano a oggi, senza domani. Tra di loro ti fai strada, ma non ti vedo corrermi incontro: oggi non puoi pensare a me, o forse mi pensi. Si, sono sicuro che mi pensi. Un nodo in gola mi fa tossire, gli occhi mi si appannano perché vedo i tuoi occhi appannati. Ecco adesso ti vedo correre, sempre in una direzione opposta alla mia, ma so che è la tua giusta direzione, oggi. Abbasso gli occhi perché non voglio che l’automobilista che mi guarda, affiancato, veda la mia angoscia. Continuo a vederti correre, col cuore in gola, con l’anima trafitta dal dolore, e non hai spazio nella mente per i ricordi. I tuoi ricordi vanno altrove, dove adesso ti porta il cuore; per un attimo penso che non sia giusto tutto questo. Poi mi accorgo che invece è giusto che io sia lontano, ora, dai tuoi pensieri. Il solito messaggio mattutino che ti dà il mio buongiorno non contiene più il sorriso. Non posso aggiungerlo perché sarebbe solo una superficialità. Penso all’angoscia che ti martella la mente e il cuore e vorrei dirti che il tuo dolore è il mio, ma sarebbero solo parole senza senso le mie. Il mio dolore, anche se vero, è lontano dal tuo, e mi sento impotente perché vorrei essere il sostegno a tutte le tue angosce. Vorrei essere il centro del tuo mondo dove possa trovare rifugio in tutti i momenti della tua vita. Piano piano mi convinco che posso essere il tutto che può ancora darti la speranza e la voglia di continuare la tua strada anche se i nostri passi, per ora, non possono incrociarsi. Un raggio di sole furtivo fa capolino da una nuvola nera: è un segno di speranza e di nuova forza che mi fa vedere che non siamo soli.
Il suono di un clacson dietro di me mi fa tornare alla realtà. Il semaforo è verde e devo andare. Manca poco alla fine del mio viaggio, ormai sono quasi arrivato. Aspetto solo il momento in cui possiamo sentirci. Non ci saranno parole romantiche, ma saranno comunque quelle che danno un senso alla realtà che travolge i nostri sogni.
La realtà che travolge i sogni
18 febbraio 2012
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Divagazioni dal vivere quotidiano
9 febbraio 2012
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I giorni passano lenti e inesorabili, ormai. Tantissime volte il sole si è alzato ed è calato dall’ultima volta che i nostri occhi si sono incontrati e la nostalgia, mista a malinconia, si insinua dentro le mie giornate. Ogni volta che sento un treno sferragliare o il rombo di un aereo non posso fare a meno di ritornare a pensare alle nostre passeggiate insieme, ai nostri gesti timidi, ma allo stesso tempo determinati nel cercare ciò che per noi era importante in quei momenti. Spesso erano gesti impacciati, ma sempre veri. Spesso le nostre parole nascondevano molto di più di quello che volevano dire, ma i nostri occhi svelavano i nostri desideri, rendendo tutto più vero e limpido. Avvicinarmi a te e assaporare il tuo respiro rendeva ogni istante pieno di significato, sfiorare le tue labbra con un bacio delicato, era come nuotare nell’aria, sentire il fremito nella tua voce mentre mi dicevi “Ti amo…”, era vedere il sole in una giornata uggiosa. Tutto nella mia vita cambiava di colpo: da folletto senza nessuna speranza mi trasformavo nel principe ricco d’amore da dare e da ricevere. Tu, da semplice pensiero di donna, ti trasformavi nella mia regina da incoronare con ghirlande dorate, da ricolmare coi doni preziosi di un grande fiume d’amore, per nuotarci insieme e rilassarci, poi, nelle sponde sabbiose, riscaldate da un sole che regalava anche a noi calore e vita. Ogni volta era un susseguirsi di emozioni indescrivibili, ogni volta era scoprire di noi i lati più belli ne voler condividere il modo di amarci e di stare insieme. Il nostro amore ci ha sempre guidati perché da lui ci siamo fatti guidare, senza complessi o pregiudizi, ma lasciando correre il cuore verso ciò che era più giusto. Anche il silenzio comunicava col nostro cuore, dando una continuità a quello che le parole non sapevano esprimere. Bastava osservarci per capire che in quel momento solo i nostri baci potevano riempire il vuoto creato da una ricerca di quell’amore vero che, finalmente, era vivo, grande e forte come avevamo sempre sperato che fosse il nostro ideale. Quando poi camminavamo, tenendoci per mano, era come se quella fosse la nostra vita di sempre: non esisteva il futuro o il passato. Quella era la nostra vita passata, quella del presente e quella del futuro. Mangiare un panino o una pizza aveva lo stesso sapore di un pranzo regale. Per noi era importante stare insieme, perché solo insieme riuscivamo ad essere una sola persona, nell’unità di quell’amore indissolubile che si era impossessato di noi.
Oggi mi accorgo che ieri non è passato e domani sarà sempre oggi: quell’amore grande, vero indissolubile ormai è radicato, come edera attorno al tronco di un albero e ormai non si stacca più. Oggi mi accorgo che mi manchi, mi mancano quei momenti vissuti insieme, mi manca il sapore delle tue labbra e mi mancano le tue parole sussurrate, mentre i miei occhi parlavano per me, guardando i tuoi.
Mi mancano i nostri sospiri…
Mi mancano le nostre carezze…
Mi manchi tu.
(Filippo)
Ti ho sognata
24 gennaio 2012
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Ti ho sognata, sulla riva del mare, mentre il sole calava all’orizzonte, un gabbiano volteggiava disegnando traiettorie aeree, divertendosi e divertendoci coi suoi giochi d’ali. Camminavamo silenziosi, mano nella mano, immersi nei nostri pensieri.
Ti ho sognata e ti voltavi verso di me per guardare i miei occhi; osservavi il mondo racchiuso in essi: un mondo fatto di noi e delle nostre speranze, un mondo dove c’era posto anche per il nostro amore.
Il sogno poi continuava col sapore delle tue labbra sulle mie, delle mie mani che volavano sulla tua pelle, delicate come ali di farfalla, per regalarti attimi di profonde sensazioni di felicità. Mi sorridevi e sentivo la musica che faceva da sottofondo ai nostri sussurri.
Ti ho sognata e mi dicevi “ti amo” mentre mi svegliavo, abbracciato al cuscino, con una voglia matta di correre da te per dirti che il nostro non è solo un sogno.
Ti ho sognata nell’attesa di dare seguito alla realtà del nostro amore…

Stare insieme
12 gennaio 2012
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Fabbriche di sogni ne abbiamo visitato tante,
andando coi pensieri al tempo ch’è passato,
riducendo il tempo appena in un istante,
e lo spazio in un chilometro quadrato.
Lungo le strade che ci hanno visto insieme
ancora il sole caldo la neve scioglierà,
mentre nei prati, nascosto, s’apre un seme:
ora il suo fiore finalmente apparirà.
Rivelando un profumo di essenze supreme
effonde dentro al cuore una gran felicità.

Duemiladodici
1 gennaio 2012
unici in un intreccio di rametti dorati;
evanescenza di sogni da realizzare,
marenghi pregiati su vassoi d’argento,
intorno rivestiti di diademi perfetti;
Là dove lo sguardo si posa leggero
anche la mano scorre leggera,
dove invece l’occhio non vede
ondeggia il pensiero in un dolce ricordo
dando al giorno ancora più luce;
investendo il cuore di calda armonia,
cantando la nostra canzone d’amore,
insieme andiamo incontro al futuro.

Il nostro Natale
25 dicembre 2011
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Il vento di maestrale sferza il viso
mentre cammino su una strada solitaria
in cerca di un sogno da ritrovare,
in cerca del tuo agognato sorriso,
mentre il ricordo si ferma a mezz’aria
dei tuoi occhi color verdemare.
D’intorno svolazzano le foglie gialle,
strappate dai rami dal vento furente,
come farfalle mi volano accanto,
leggere si posano sopra le spalle,
per poi andare verso il sole morente
tra sfumature di rosso amaranto.
Cosi passa questo giorno speciale
in cui Dio manifesta Se stesso,
tra sorrisi e cibi in abbondanza,
penso ancora a te e al nostro Natale,
quello di poi e a quello di adesso,
senza por limiti ad alcuna speranza.
(Filippo)

Per sempre
18 dicembre 2011
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Il mio sguardo corre sulle tue parole e come un’onda mi sommerge e mi coglie impreparata.
Quanto tempo è passato!
Eppure li ho contati tutti questi giorni vissuti in lontananza, li ho contati uno ad uno ed ogni giorno è scandito da una fitta nostalgica, ma nonostante la sofferenza e lo sconforto, li ho vissuti con la semplicità del nostro volerci bene.
A volte sento di trascurare questo amore, il tempo è sempre poco e le priorità lo assorbono quasi totalmente, ma mai si chiude il giorno senza questo nostro stare insieme.
A volte è tanto difficile parlarti, eppure ne ho tanto bisogno, ma le parole si fermano in gola e tutto sembra quasi assurdo, immobile.
Mi capita spesso di passare nei luoghi dove siamo stati insieme, mi sembra un’eternità, eppure i ricordi sono così vivi che il cuore mi martella nel petto, mentre il respiro insegue quei baci, quando ancora non si pensava a niente, tutto era naturale, come qualcosa che doveva accadere, come se non avessi aspettato altro, fin dal primo momento in cui ci siamo conosciuti.
E’ incredibile come poi il destino sia intervenuto per tenerci lontani, è arrivato all’improvviso come un temporale, ma nessuna bufera può scalfire questo sentimento, è una vita strana la nostra, ma quel filo che ci lega non è mai stato messo in discussione.
Un bacio
Chiara

Pensieri in una sera di Dicembre
11 dicembre 2011
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Il vuoto che si parava davanti ai miei occhi trascinava via ogni barlume di speranza. Il solito tran tran noioso dei giorni tutti uguali scandiva il tempo che vedevo scivolare sui miei anni, e già mi vedevo vecchio senza aver vissuto pienamente, come avevo da sempre desiderato. Ormai mi ero rassegnato: non c’era più il tempo per un cambiamento di rotta che avesse dato finalmente un senso al mio cammino. Il mio desiderio di amare restava un’utopia galleggiante nei miei pensieri. Era troppo grande il senso che davo a quella parola. Amare per me significava dare e ricevere solo ciò che la donna innamorata poteva darmi, senza alcuna pretesa. Ma evidentemente chiedevo troppo. No! Non poteva esistere un simile amore. Più ci credevo e più sembrava impossibile esistesse.
“Hai letto la posta, stamattina?” Queste parole, scritte come commento a un mio post, mi stupirono perché non immaginavo assolutamente che una persona potesse interessarsi a me tanto da lasciarmi messaggi privati. Aprii la posta e dopo aver letto quelle poche parole contenute nel messaggio, capii che forse c’era qualche altra persona che poteva condividere il mio pensiero. Non mi sbagliavo. Iniziò uno scambio di e-mail dove ognuno di noi due raccontava i guai della propria vita, ma anche la speranza, che doveva divenire certezza, di un cambiamento positivo. Tante righe scritte in una pagina di un quaderno virtuale, ma che conteneva parole di vita vera, raccontata senza bugie, come fossimo due persone da sempre amiche; eppure nessuno di noi due sapeva i lineamenti fisici dell’altro o il tono della voce. Quando capitò di sentirci per la prima volta fu tanta la gioia che scoppiai in pianto. La persona con cui scambiavo parole su un pc aveva una voce reale… E la sua voce m’incantava… Ma ancora camminavamo su strade diverse, perché ancora nella nostra vita bruciava un fuoco che non poteva appartenerci. Quando ci accorgemmo che quel fuoco scaldava i nostri cuori, restammo come tramortiti da questa inaspettata rivelazione.
Sono certo che ricordi bene anche tu quei momenti. La mia felicità esplose e nelle cose che poi scrivevo per te c’era sempre quel non so che di pudore che mi tratteneva dal dirti quanto ti desideravo. Ti amavo di un amore intenso, ma avevo paura di “sporcare” il nostro amore con pensieri che andassero oltre qualche bacio che ti sfiorasse le labbra… Un giorno capii che anche tu mi desideravi… Ma nessuno dei due aveva il coraggio di dirlo apertamente! E’ buffa questa cosa, ripensandoci, ma fa parte di quello che siamo noi due. E’ stato tutto più bello scoprire piano piano che i nostri gesti non erano dettati dall’istintività ma da quella passione che era un tutt’uno col sentimento vero che ci travolgeva. Ancora ho il batticuore mentre ripenso alla paura delle prime volte, ancora ho il batticuore mentre ripenso alla spontaneità delle altre volte che i nostri corpi hanno sussultato insieme. Ancora ho il batticuore delle volte che siamo potuti stare insieme per un’ora e scambiarci solo qualche bacio…
“Filippo, io vorrei…”
“Si, Chiara, vorrei anche io…”
E giù a ridere perché il posto non era certo adatto per quello che avremmo voluto in quel momento.
Ma era comunque felicità; sapevamo tutti e due che potevamo contare sull’altro. E così è.
“Amore ho deciso che ci vedremo tra pochi giorni…”
“No, tesoro! Ti costa troppo sacrificio. Aspetta e troveremo il momento migliore…”
“Ormai ho deciso. Anche se per poche ore, ma ci vedremo!”
E così successe di nuovo. Un panino, un caffè, una passeggiata… Altri baci che cercavamo di sigillare nel cuore e nella mente, oltre che nelle labbra, per farli durare fino al prossimo incontro. L’aereo che mi riportava a casa mi cantava le tue parole e, mentre guardavo giù piano piano spariva la tristezza dell’esserci lasciati per far posto alla malinconia, allo struggente desiderio di poter stare con te per sempre.
Guardavo giù, dal finestrino dell’aereo e mentre il sole si nascondeva, apparivano le luci della mia città, prima fioche come quelle di un presepe, poi sempre più grandi. E mi rendevo conto che ero davvero lontano da te. Fisicamente, ma non col cuore e col pensiero…
Anche oggi è così, per questo ho scritto questi ricordi.
(Filippo)

Ho chiuso gli occhi
6 dicembre 2011
Ho chiuso gli occhi, stasera, per rivivere un cammino di vita lungo sette anni. Avevo bisogno di un diario in quel periodo per tirare fuori quei pensieri che non potevo condividere con nessuno. Scrivevo la mia rabbia contro me stesso e contro chi non riusciva a comprendere pienamente il senso di inutilità con cui trascinavo la mia vita. Davanti a me vedevo solo una strada silenziosa e buia, senza un’indicazione per una direzione precisa che portasse verso la meta che era la realizzazione del mio sogno d’amore. Ma ritenevo quasi impossibile si potesse realizzare perché il mondo andava in una direzione e io invece correvo nella direzione contraria, rischiando spesso scontri rovinosi. Sognavo un mondo d’amore fatto di lealtà e senza false ipocrisie. Sognavo e non mi accorgevo che la realtà mi sfiorava senza che io potessi scorgerne l’ombra. Un giorno, sarei tentato di dire “per caso”, ma so che niente accade per caso, perciò dico un giorno, perché così ha voluto il Destino, la realtà è apparsa davanti ai miei occhi, prima solo con poche parole di apprezzamento per certi miei pensieri, poi sempre più viva e vicina, con un nome e poi con una voce e infine con un volto… La mia vita si avviava finalmente verso una direzione precisa e con me camminavi tu, dapprima discretamente, poi sempre più dentro, sempre più coinvolta in questo percorso, talvolta pieno di ostacoli, da sembrare quasi insormontabili, ma grazie al bene, all’amore, siamo riusciti sempre a superare, uscendone spesso doloranti, ma consapevoli che vale la pena proseguire.
I nostri primi incontri furono il preludio per una lunga stagione piena di progetti, di cose da fare insieme che, seppure la distanza che ci separa, eravamo convinti di poter realizzare. La stagione dell’amore era cominciata. Che bello vederci, stare insieme, vivere ogni istante così pienamente da valere una vita. Non c’è mai stato niente di banale o riduttivo tra noi. Ogni gesto, anche il più semplice, era dettato dall’amore che esplodeva dentro noi, prepotente ma delicato allo stesso tempo, mai invadente e mai egoistico. E’ stato sempre un donarci reciprocamente e dormire abbracciati per poi svegliarci allo stesso modo era diventato naturale, ovvio.
Insieme abbiamo visto la neve, insieme siamo stati coccolati dal sole dell’estate e ancora insieme abbiamo passeggiato sotto il piacevole tepore del sole primaverile, tra vialetti fioriti e stradine acciottolate, dal sapore medievale, ma così romantiche e familiari tanto da conservare il rumore dei nostri passi come un ricordo per il futuro che ci avrebbe trovati separati. Anche il profumo dei fiori e della nostra pelle veniva conservato nella memoria, filo invisibile che ci teneva, e ci tiene ancora, uniti. Infatti ora è tutto un ricordare i nostri momenti più belli, riviverli come un film in bianco nero, dopo averlo vissuto a colori nella realtà: i nostri primi sguardi, le nostre prime carezze, timide all’inizio, poi sempre più azzardate, “mani sempre più ansiose di cose proibite”, avrebbe detto Baglioni. Noi questa esperienza l’abbiamo vissuta come si vive il primo amore ed è per questo che rimane scolpita nel cuore e nella mente, scritta con l’inchiostro indelebile di una penna chiamata Amore. I nostri baci rubati al tempo che inesorabile ci avrebbe poi separati, erano i sigilli di una promessa che non sarebbe mai venuta meno.
Ora penso a quando ci potrà essere nuovamente un momento tutto per noi. Il tempo è sempre il nostro nemico: passa e ci tiene lontani, ma so, sappiamo, che non è un nemico invincibile, non sarà il tempo che deciderà per noi. Noi, coi nostri sogni, con i nostri progetti, con le nostre speranze saremo sempre insieme e ogni giorno che passa è un giorno in meno che siamo lontani.
Poi sarà il nostro amore ad avere la vittoria in pugno, perché sappiamo che l’amore vince. Sempre!
(Filippo)

Oggi il cielo non è sereno
19 novembre 2011
In una giornata uguale a tante altre varco la soglia di casa per ritrovarmi in strada, sotto un cielo plumbeo che minaccia pioggia. Non fa molto freddo, ma l’irreale oscurità, data l’ora mattutina, provoca un senso di tristezza che cerco di mandar via tornando indietro col pensiero. E’ una cosa che faccio spesso, bloccare il tempo e ricordare giorni felici. No! Non è voler fuggire la realtà, è solo il modo per non uccidere il senso del perchè stiamo insieme. E’ anche il modo per dare un altro senso alla mia esistenza vuota.
Mi avvicino alla macchina, meccanicamente premo il pulsantino sulla chiave, lo scatto familiare dell’apertura delle portiere è il segnale che finalmente possiamo stare "soli", io e te. Salgo in macchina, accendo il motore e intanto che scalda un po’, ti chiamo. Uno, due, tre squilli… Niente. Chiudo la chiamata e mi avvio. La strada umida per la pioggerellina che cade rende ancora più grigia la giornata. Squilla il cellulare… Poco dopo la tua voce mi giunge tremante, come se piangessi, ti chiedo se tutto va bene e lalogicamente mi dici che qualcosa va storto, anzi molte cose non vanno. Cerco in qualche modo di tranquillizzarti, ma davanti a te vedi solo un tunnel senza uscita; Se la luce c’è è davvero troppo lontana ancora. Resto per un po’ in silenzio, non ci sono parole che possono in qualche modo consolarti e mi dispiace. So che neanche io in questo momento posso essere la tua ancora di salvezza e mi sento impotente. Ho un nodo alla gola, una lacrima mi punge l’occhio sinistro ma la ricaccio dentro. Sto guidando e davanti a me sfrecciano le auto e non posso distrarmi. Mi dici che puoi stare solo pochi minuti a parlare con me, hai cose importanti da fare, alle quali devi per forza dare un seguito.
"Si, ti capisco. Sta’ tranquilla! Vai"
"Ciao…"
"Ciao, a quando puoi…"
Sono di nuovo solo. La strada si bagna sempre di più perchè la pioggia ha aumentato la sua intensità e sui vetri della macchina formano rigagnoli. Mi sembra di vedere i tuoi occhi pieni di lacrime. Aziono le spazzole tergicristallo e lavano via le lacrime del cielo, ma io non so cosa fare per lavare le tue.
La pioggia aumenta. La strada davanti a me è sempre più bagnata…
(Filippo)







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