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Il nostro Natale

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Il vento di maestrale sferza il viso
mentre cammino su una strada solitaria
in cerca di un sogno da ritrovare,
in cerca del tuo agognato sorriso,
mentre il ricordo si ferma a mezz’aria
dei tuoi occhi color verdemare.

D’intorno svolazzano le foglie gialle,
strappate dai rami dal vento furente,
come farfalle mi volano accanto,
leggere si posano sopra le spalle,
per poi andare verso il sole morente
tra sfumature di rosso amaranto.

Cosi passa questo giorno speciale
in cui Dio manifesta Se stesso,
tra sorrisi e cibi in abbondanza,
penso ancora a te e al nostro Natale,
quello di poi e a quello di adesso,
senza por limiti ad alcuna speranza.
(Filippo)

Per sempre

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Il mio sguardo corre sulle tue parole e come  un’onda  mi sommerge  e  mi coglie impreparata.

 Quanto tempo è passato!  

Eppure li ho contati tutti questi giorni vissuti in lontananza, li ho contati uno ad uno ed ogni giorno è scandito da una fitta nostalgica,  ma  nonostante la sofferenza  e lo sconforto,  li ho vissuti con  la semplicità del nostro volerci bene.

A volte sento di trascurare questo amore,  il tempo è sempre poco e le priorità lo assorbono quasi totalmente,  ma mai si chiude il  giorno senza questo  nostro stare insieme. 

 A volte è tanto difficile parlarti, eppure ne ho tanto bisogno, ma le parole si fermano in gola e tutto sembra quasi  assurdo, immobile.

Mi capita spesso di passare nei luoghi dove siamo stati insieme, mi sembra un’eternità, eppure i ricordi sono così vivi che  il cuore mi martella nel petto, mentre il respiro insegue quei baci, quando ancora non si pensava a niente, tutto era naturale, come qualcosa che doveva accadere, come se non avessi aspettato altro, fin dal primo momento in cui ci siamo conosciuti.

E’ incredibile come poi il destino sia intervenuto per tenerci lontani, è arrivato all’improvviso come un temporale, ma nessuna bufera può scalfire questo sentimento, è una vita strana la nostra, ma quel filo che ci lega non è mai stato messo in discussione.

Un bacio

Chiara

 

Pensieri in una sera di Dicembre

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Il vuoto che si parava davanti ai miei occhi trascinava via ogni barlume di speranza. Il solito tran tran noioso dei giorni tutti uguali scandiva il tempo che vedevo scivolare sui miei anni, e già mi vedevo vecchio senza aver vissuto pienamente, come avevo da sempre desiderato. Ormai mi ero rassegnato: non c’era più il tempo per un cambiamento di rotta che avesse dato finalmente un senso al mio cammino.  Il mio desiderio di amare restava un’utopia galleggiante nei miei pensieri. Era troppo grande il senso che davo a quella parola. Amare per me significava dare e ricevere solo ciò che la donna innamorata poteva darmi, senza alcuna pretesa. Ma evidentemente chiedevo troppo. No! Non poteva esistere un simile amore. Più ci credevo e più sembrava impossibile esistesse.
“Hai letto la posta, stamattina?” Queste parole, scritte come commento a un mio post, mi stupirono perché non immaginavo assolutamente che una persona potesse interessarsi a me tanto da lasciarmi messaggi privati. Aprii la posta e dopo aver letto quelle poche parole contenute nel messaggio, capii che forse c’era qualche altra persona che poteva condividere il mio pensiero. Non mi sbagliavo. Iniziò uno scambio di e-mail dove ognuno di noi due raccontava i guai della propria vita, ma anche la speranza, che doveva divenire certezza, di un cambiamento positivo. Tante righe scritte in una pagina di un quaderno virtuale, ma che conteneva parole di vita vera, raccontata senza bugie, come fossimo due persone da sempre amiche; eppure nessuno di noi due sapeva i lineamenti fisici dell’altro o il tono della voce. Quando capitò di sentirci per la prima volta fu tanta la gioia che scoppiai in pianto. La persona con cui scambiavo parole su un pc aveva una voce reale… E la sua voce m’incantava…  Ma ancora camminavamo su strade diverse, perché ancora nella nostra vita bruciava un fuoco che non poteva appartenerci.  Quando ci accorgemmo  che quel fuoco scaldava i nostri cuori, restammo come tramortiti da questa inaspettata rivelazione.
Sono certo che ricordi bene anche tu quei momenti. La mia felicità esplose e nelle cose che poi scrivevo per te c’era sempre quel non so che di pudore che mi tratteneva dal dirti quanto ti desideravo. Ti amavo di un amore intenso, ma avevo paura di “sporcare” il nostro amore con pensieri che andassero oltre qualche bacio che ti sfiorasse le labbra… Un giorno capii che anche tu mi desideravi… Ma nessuno dei due aveva il coraggio di dirlo apertamente! E’ buffa questa cosa, ripensandoci, ma fa parte di quello che siamo noi due.  E’ stato tutto più bello scoprire piano piano che i nostri gesti non erano dettati dall’istintività ma da quella passione che era un tutt’uno col sentimento vero che ci travolgeva. Ancora ho il batticuore mentre ripenso alla paura delle prime volte, ancora ho il batticuore mentre ripenso alla spontaneità delle altre volte che i nostri corpi hanno sussultato insieme. Ancora ho il batticuore delle volte che siamo potuti stare insieme per un’ora e scambiarci solo qualche bacio…
“Filippo, io vorrei…”
“Si, Chiara, vorrei anche io…”
E giù a ridere perché il posto non era certo adatto per quello che avremmo voluto in quel momento.
Ma era comunque felicità; sapevamo tutti e due che potevamo contare sull’altro. E così è.
“Amore ho deciso che ci vedremo tra pochi giorni…”
“No, tesoro! Ti costa troppo sacrificio. Aspetta e troveremo il momento migliore…”
“Ormai ho deciso. Anche se per poche ore, ma ci vedremo!”
E così successe di nuovo. Un panino, un caffè, una passeggiata… Altri baci che cercavamo di sigillare nel cuore e nella mente, oltre che nelle labbra, per farli durare fino al prossimo incontro. L’aereo che mi riportava a casa mi cantava le tue parole e, mentre guardavo giù piano piano spariva la tristezza dell’esserci lasciati per far posto alla malinconia, allo struggente desiderio di poter stare con te per sempre.
Guardavo giù, dal finestrino dell’aereo e mentre il sole si nascondeva, apparivano le luci della mia città, prima fioche come quelle di un presepe, poi sempre più grandi. E mi rendevo conto che ero davvero lontano da te. Fisicamente, ma non col cuore e col pensiero…
Anche oggi è così, per questo ho scritto questi ricordi.

(Filippo)

Ho chiuso gli occhi

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Ho chiuso gli occhi, stasera, per rivivere un cammino di vita lungo sette anni. Avevo bisogno di un diario in quel periodo per tirare fuori quei pensieri che non potevo condividere con nessuno. Scrivevo la mia rabbia contro me stesso e contro chi non riusciva a comprendere pienamente il senso di inutilità con cui trascinavo la mia vita. Davanti a me vedevo solo una strada silenziosa e buia, senza un’indicazione per una direzione precisa che portasse verso la meta che era la realizzazione del mio sogno d’amore. Ma ritenevo quasi impossibile si potesse realizzare perché il mondo andava in una direzione e io invece correvo nella direzione contraria, rischiando spesso scontri rovinosi. Sognavo un mondo d’amore fatto di lealtà e senza false ipocrisie. Sognavo e non mi accorgevo che la realtà mi sfiorava senza che io potessi scorgerne l’ombra. Un giorno, sarei tentato di dire “per caso”, ma so che niente accade per caso, perciò dico un giorno, perché così ha voluto il Destino, la realtà è apparsa davanti ai miei occhi, prima solo con poche parole di apprezzamento per certi miei pensieri, poi sempre più viva e vicina, con un nome e poi con una voce e infine con un volto… La mia vita si avviava finalmente verso una direzione precisa e con me camminavi tu, dapprima discretamente, poi sempre più dentro, sempre più coinvolta in questo percorso, talvolta pieno di ostacoli, da sembrare quasi insormontabili, ma grazie al bene, all’amore, siamo riusciti sempre a superare, uscendone spesso doloranti, ma consapevoli che vale la pena proseguire.
I nostri primi incontri furono il preludio per una lunga stagione piena di progetti, di cose da fare insieme che, seppure la distanza che ci separa, eravamo convinti di poter realizzare. La stagione dell’amore era cominciata. Che bello vederci, stare insieme, vivere ogni istante così pienamente da valere una vita. Non c’è mai stato niente di banale o riduttivo tra noi. Ogni gesto, anche il più semplice, era dettato dall’amore che esplodeva dentro noi, prepotente ma delicato allo stesso tempo, mai invadente e mai egoistico. E’ stato sempre un donarci reciprocamente e dormire abbracciati per poi svegliarci allo stesso modo era diventato naturale, ovvio.
Insieme abbiamo visto la neve, insieme siamo stati coccolati dal sole dell’estate e ancora insieme abbiamo passeggiato sotto il piacevole tepore del sole primaverile, tra vialetti fioriti e stradine acciottolate, dal sapore medievale, ma così romantiche e familiari tanto da conservare il rumore dei nostri passi come un ricordo per il futuro che ci avrebbe trovati separati. Anche il profumo dei fiori e della nostra pelle veniva conservato nella memoria, filo invisibile che ci teneva, e ci tiene ancora, uniti. Infatti ora è tutto un ricordare i nostri momenti più belli, riviverli come un film in bianco nero, dopo averlo vissuto a colori nella realtà: i nostri primi sguardi, le nostre prime carezze, timide all’inizio, poi sempre più azzardate, “mani sempre più ansiose di cose proibite”, avrebbe detto Baglioni. Noi questa esperienza l’abbiamo vissuta come si vive il primo amore ed è per questo che rimane scolpita nel cuore e nella mente, scritta con l’inchiostro indelebile di una penna chiamata Amore. I nostri baci rubati al tempo che inesorabile ci avrebbe poi separati, erano  i sigilli di una promessa che non sarebbe mai venuta meno.
Ora penso a quando ci potrà essere nuovamente un momento tutto per noi. Il tempo è sempre il nostro nemico: passa e ci tiene lontani, ma so, sappiamo, che non è un nemico invincibile, non sarà il tempo che deciderà per noi. Noi, coi nostri sogni, con i nostri progetti, con le nostre speranze saremo sempre insieme e ogni giorno che passa è un giorno in meno che siamo lontani.
Poi sarà il nostro amore ad avere la vittoria in pugno, perché sappiamo che l’amore vince. Sempre!

(Filippo)

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