Ho chiuso gli occhi, stasera, per rivivere un cammino di vita lungo sette anni. Avevo bisogno di un diario in quel periodo per tirare fuori quei pensieri che non potevo condividere con nessuno. Scrivevo la mia rabbia contro me stesso e contro chi non riusciva a comprendere pienamente il senso di inutilità con cui trascinavo la mia vita. Davanti a me vedevo solo una strada silenziosa e buia, senza un’indicazione per una direzione precisa che portasse verso la meta che era la realizzazione del mio sogno d’amore. Ma ritenevo quasi impossibile si potesse realizzare perché il mondo andava in una direzione e io invece correvo nella direzione contraria, rischiando spesso scontri rovinosi. Sognavo un mondo d’amore fatto di lealtà e senza false ipocrisie. Sognavo e non mi accorgevo che la realtà mi sfiorava senza che io potessi scorgerne l’ombra. Un giorno, sarei tentato di dire “per caso”, ma so che niente accade per caso, perciò dico un giorno, perché così ha voluto il Destino, la realtà è apparsa davanti ai miei occhi, prima solo con poche parole di apprezzamento per certi miei pensieri, poi sempre più viva e vicina, con un nome e poi con una voce e infine con un volto… La mia vita si avviava finalmente verso una direzione precisa e con me camminavi tu, dapprima discretamente, poi sempre più dentro, sempre più coinvolta in questo percorso, talvolta pieno di ostacoli, da sembrare quasi insormontabili, ma grazie al bene, all’amore, siamo riusciti sempre a superare, uscendone spesso doloranti, ma consapevoli che vale la pena proseguire.
I nostri primi incontri furono il preludio per una lunga stagione piena di progetti, di cose da fare insieme che, seppure la distanza che ci separa, eravamo convinti di poter realizzare. La stagione dell’amore era cominciata. Che bello vederci, stare insieme, vivere ogni istante così pienamente da valere una vita. Non c’è mai stato niente di banale o riduttivo tra noi. Ogni gesto, anche il più semplice, era dettato dall’amore che esplodeva dentro noi, prepotente ma delicato allo stesso tempo, mai invadente e mai egoistico. E’ stato sempre un donarci reciprocamente e dormire abbracciati per poi svegliarci allo stesso modo era diventato naturale, ovvio.
Insieme abbiamo visto la neve, insieme siamo stati coccolati dal sole dell’estate e ancora insieme abbiamo passeggiato sotto il piacevole tepore del sole primaverile, tra vialetti fioriti e stradine acciottolate, dal sapore medievale, ma così romantiche e familiari tanto da conservare il rumore dei nostri passi come un ricordo per il futuro che ci avrebbe trovati separati. Anche il profumo dei fiori e della nostra pelle veniva conservato nella memoria, filo invisibile che ci teneva, e ci tiene ancora, uniti. Infatti ora è tutto un ricordare i nostri momenti più belli, riviverli come un film in bianco nero, dopo averlo vissuto a colori nella realtà: i nostri primi sguardi, le nostre prime carezze, timide all’inizio, poi sempre più azzardate, “mani sempre più ansiose di cose proibite”, avrebbe detto Baglioni. Noi questa esperienza l’abbiamo vissuta come si vive il primo amore ed è per questo che rimane scolpita nel cuore e nella mente, scritta con l’inchiostro indelebile di una penna chiamata Amore. I nostri baci rubati al tempo che inesorabile ci avrebbe poi separati, erano i sigilli di una promessa che non sarebbe mai venuta meno.
Ora penso a quando ci potrà essere nuovamente un momento tutto per noi. Il tempo è sempre il nostro nemico: passa e ci tiene lontani, ma so, sappiamo, che non è un nemico invincibile, non sarà il tempo che deciderà per noi. Noi, coi nostri sogni, con i nostri progetti, con le nostre speranze saremo sempre insieme e ogni giorno che passa è un giorno in meno che siamo lontani.
Poi sarà il nostro amore ad avere la vittoria in pugno, perché sappiamo che l’amore vince. Sempre!
(Filippo)

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