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Non ci sono parole

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Non ci sono parole per colmare un dolore immenso…
Resto in silenzio. Asciugo le mie lacrime pensando che la più grande ingiustizia è soffrire senza poter asciugare le tue…
Oggi sento che tutto può essere banale, anche le più belle parole… Resto a pensare a domani, a quello che istintivamente vorrei fare, ma devo restare fermo… Devo essere razionale… Oggi ancora di più. E col pensiero sfioro leggermente il tuo viso, asciugo le tue lacrime… Ma devo stare lontano… Per rispettare ancora di più il tuo dolore…
(Filippo)

La realtà che travolge i sogni

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Le mani stringono forte il volante, auto più o meno veloci sfrecciano lasciando dietro di loro una scia di acqua mista a fango che schizza dappertutto. Guardo la strada, rallento e mi fermo al semaforo. La lunga fila di macchine ferme è come il serpentone che forma l’ingorgo dei miei pensieri. Non c’è tempo per tornare indietro: i miei pensieri si fermano a oggi, senza domani. Tra di loro ti fai strada, ma non ti vedo corrermi incontro: oggi non puoi pensare a me, o forse mi pensi. Si, sono sicuro che mi pensi. Un nodo in gola mi fa tossire, gli occhi mi si appannano perché vedo i tuoi occhi appannati. Ecco adesso ti vedo correre, sempre in una direzione opposta alla mia, ma so che è la tua giusta direzione, oggi. Abbasso gli occhi perché non voglio che l’automobilista che mi guarda, affiancato, veda la mia angoscia. Continuo a vederti correre, col cuore in gola, con l’anima trafitta dal dolore, e non hai spazio nella mente per i ricordi. I tuoi ricordi vanno altrove, dove adesso ti porta il cuore; per un attimo penso che non sia giusto tutto questo. Poi mi accorgo che invece è giusto che io sia lontano, ora, dai tuoi pensieri. Il solito messaggio mattutino che ti dà il mio buongiorno non contiene più il sorriso. Non posso aggiungerlo perché sarebbe solo una superficialità. Penso all’angoscia che ti martella la mente e il cuore e vorrei dirti che il tuo dolore è il mio, ma sarebbero solo parole senza senso le mie. Il mio dolore, anche se  vero, è lontano dal tuo, e mi sento impotente perché vorrei essere il sostegno a tutte le tue angosce.  Vorrei essere il centro del tuo mondo dove possa trovare rifugio in tutti i momenti della tua vita. Piano piano mi convinco che posso essere il tutto che può ancora darti la speranza e la voglia di continuare la tua strada anche se i nostri passi, per ora, non possono incrociarsi. Un raggio di sole furtivo fa capolino da una nuvola nera: è un segno di speranza e di nuova forza che mi fa vedere che non siamo soli.
Il suono di un clacson dietro di me mi fa tornare alla realtà. Il semaforo è verde e devo andare. Manca poco alla fine del mio viaggio, ormai sono quasi arrivato. Aspetto solo il momento in cui possiamo sentirci. Non ci saranno parole romantiche, ma saranno comunque quelle che danno un senso alla realtà che travolge i nostri sogni.

Divagazioni dal vivere quotidiano

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I giorni passano lenti e inesorabili, ormai. Tantissime volte il sole si è alzato ed è calato dall’ultima volta che i nostri occhi si sono incontrati e la nostalgia, mista a malinconia, si insinua dentro le mie giornate. Ogni volta che sento un treno sferragliare o il rombo di un aereo non posso fare a meno di ritornare a pensare alle nostre passeggiate insieme, ai nostri gesti timidi, ma allo stesso tempo determinati nel cercare ciò che per noi era importante in quei momenti. Spesso erano gesti impacciati, ma sempre veri. Spesso le nostre parole nascondevano molto di più di quello che volevano dire, ma i nostri occhi svelavano i nostri desideri, rendendo tutto più vero e limpido. Avvicinarmi a te e assaporare il tuo respiro rendeva ogni istante pieno di significato, sfiorare le tue labbra con un bacio delicato, era come nuotare nell’aria, sentire il fremito nella tua voce mentre mi dicevi “Ti amo…”, era vedere il sole in una giornata uggiosa. Tutto nella mia vita cambiava di colpo: da folletto senza nessuna speranza mi trasformavo nel principe ricco d’amore da dare e da ricevere. Tu, da semplice pensiero di donna, ti trasformavi nella mia regina da incoronare con ghirlande dorate, da ricolmare coi doni preziosi di un grande fiume d’amore, per nuotarci insieme e rilassarci, poi, nelle sponde sabbiose, riscaldate da un sole che regalava anche a noi calore e vita. Ogni volta era un susseguirsi di emozioni indescrivibili, ogni volta era scoprire di noi i lati più belli ne voler condividere il modo di amarci e di stare insieme. Il nostro amore ci ha sempre guidati perché da lui ci siamo fatti guidare, senza complessi o pregiudizi, ma lasciando correre il cuore verso ciò che era più giusto. Anche il silenzio comunicava col nostro cuore, dando una continuità a quello che le parole non sapevano esprimere. Bastava osservarci per capire che in quel momento solo i nostri baci potevano riempire il vuoto creato da una ricerca di quell’amore vero che, finalmente, era vivo, grande e forte come avevamo sempre sperato che fosse il nostro ideale. Quando poi camminavamo, tenendoci per mano, era come se quella fosse la nostra vita di sempre: non esisteva il futuro o il passato. Quella era la nostra vita passata, quella del presente e quella del futuro. Mangiare un panino o una pizza aveva lo stesso sapore di un pranzo regale. Per noi era importante stare insieme, perché solo insieme riuscivamo ad essere una sola persona, nell’unità di quell’amore indissolubile che si era impossessato di noi.
Oggi mi accorgo che ieri non è passato e domani sarà sempre oggi: quell’amore grande, vero indissolubile ormai è radicato, come edera attorno al tronco di un albero e ormai non si stacca più. Oggi mi accorgo che mi manchi, mi mancano quei momenti vissuti insieme, mi manca il sapore delle tue labbra e mi mancano le tue parole sussurrate, mentre i miei occhi parlavano per me, guardando i tuoi.
Mi mancano i nostri sospiri…
Mi mancano le nostre carezze…
Mi manchi tu.

(Filippo)

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