In una giornata uguale a tante altre varco la soglia di casa per ritrovarmi in strada, sotto un cielo plumbeo che minaccia pioggia. Non fa molto freddo, ma l’irreale oscurità, data l’ora mattutina, provoca un senso di tristezza che cerco di mandar via tornando indietro col pensiero. E’ una cosa che faccio spesso, bloccare il tempo e ricordare giorni felici. No! Non è voler fuggire la realtà, è solo il modo per non uccidere il senso del perchè stiamo insieme. E’ anche il modo per dare un altro senso alla mia esistenza vuota.
Mi avvicino alla macchina, meccanicamente premo il pulsantino sulla chiave, lo scatto familiare dell’apertura delle portiere è il segnale che finalmente possiamo stare "soli", io e te. Salgo in macchina, accendo il motore e intanto che scalda un po’, ti chiamo. Uno, due, tre squilli… Niente. Chiudo la chiamata e mi avvio. La strada umida per la pioggerellina che cade rende ancora più grigia la giornata. Squilla il cellulare… Poco dopo la tua voce mi giunge tremante, come se piangessi, ti chiedo se tutto va bene e lalogicamente mi dici che qualcosa va storto, anzi molte cose non vanno. Cerco in qualche modo di tranquillizzarti, ma davanti a te vedi solo un tunnel senza uscita; Se la luce c’è è davvero troppo lontana ancora. Resto per un po’ in silenzio, non ci sono parole che possono in qualche modo consolarti e mi dispiace. So che neanche io in questo momento posso essere la tua ancora di salvezza e mi sento impotente. Ho un nodo alla gola, una lacrima mi punge l’occhio sinistro ma la ricaccio dentro. Sto guidando e davanti a me sfrecciano le auto e non posso distrarmi. Mi dici che puoi stare solo pochi minuti a parlare con me, hai cose importanti da fare, alle quali devi per forza dare un seguito.
"Si, ti capisco. Sta’ tranquilla! Vai"
"Ciao…"
"Ciao, a quando puoi…"
Sono di nuovo solo. La strada si bagna sempre di più perchè la pioggia ha aumentato la sua intensità e sui vetri della macchina formano rigagnoli. Mi sembra di vedere i tuoi occhi pieni di lacrime. Aziono le spazzole tergicristallo e lavano via le lacrime del cielo, ma io non so cosa fare per lavare le tue.
La pioggia aumenta. La strada davanti a me è sempre più bagnata…
(Filippo)












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